Novità
L'arte è origine
Ritmo tempo silenzio
Stefano Esengrini

«L’arte è una consacrazione e un luogo protetto, in cui l’esistente dona all’uomo ogni volta in modo nuovo il proprio sino a quel momento recondito splendore, affinché in tale chiarore egli possa vedere più nitidamente e ascoltare in modo più distinto ciò che si destina al suo essere» Martin Heidegger 


Ordine di scuola Università, Varia e Professionale - Varia

Area disciplinare Discipline artistico musicali

Materia ARTE

Collana Papers

ISBN 9788891930934

Pp. 128

Euro 18,00

«L’arte è una consacrazione e un luogo protetto, in cui l’esistente dona all’uomo ogni volta in modo nuovo il proprio sino a quel momento recondito splendore, affinché in tale chiarore egli possa vedere più nitidamente e ascoltare in modo più distinto ciò che si destina al suo essere.» Così si esprimeva Martin Heidegger nelle battute iniziali di un suo saggio degli anni Cinquanta, in cui il filosofo tedesco si proponeva di risvegliare l’attenzione dell’uomo occidentale nei confronti della differenza abissale che sussiste tra il sapere scientifico e quello spirito meditativo che sta a fondamento del pensiero, nonché dell’esperienza poetica dell’arte. In anticipo rispetto a ogni calcolo e alla sua capacità di pianificare il reale, ecco schiudersi una dimensione in cui il mondo si fa incontro, inaugurando la possibilità per l’uomo di un soggiorno improntato all’ascolto e al ringraziamento. Entro un simile spazio e tempo di apparizione il pensatore e l’artista sono allora chiamati a dare un nome e una forma a un evento che segna l’istante d’inizio di un cammino con cui ciascuno fa fronte al proprio destino all’interno di un orizzonte di senso a tutti comune. Al fenomeno dell’essere che il pensatore si incarica di mostrare, risponde la “parola” con cui il poeta nomina quell’elemento di integrità che pone l’uomo dinanzi agli dei entro il reciproco richiamarsi di terra e cielo. A loro modo il pensiero e il canto rendono omaggio a ciò che tutto concede, rendendo trasparente il dono primigenio dell’essere e interpretandolo in modo inaudito secondo affinità sempre più segrete. Ora, che cosa si prepara in questa “seconda” origine che è l’arte?

Autore

Stefano Esengrini, saggista e traduttore, collabora con la cattedra di Estetica dell’Università Cattolica di Milano ed è visiting researcher presso il Centre for the Arts in Society della Leiden University. La fenomenologia e la teoria dell’arte contribuiscono a definire l’orizzonte metodologico delle sue ricerche afferenti alla filosofia dell’arte. Curatore in Italia degli scritti di alcuni dei più rilevanti artisti del XX secolo (Chillida, Braque, Newman e Tobey), è altresì autore di numerosi saggi e monografie, tra cui ricordiamo Dal silenzio l’immagine, Lo spazio dell’opera e La rivoluzione della verità. Attualmente lavora a uno studio sui fondamenti dell’Espressionismo astratto americano a partire dall’opera di Barnett Newman e Mark Rothko.